L’inizio di Simone Perez

Sono nato nel 1999 in un paese della provincia di Monza, in una famiglia comune: mia madre era cassiera e mio padre manutentore in fabbrica. Da ragazzo, ero timido e spesso vittima di bullismo, ero magro e portavo l’apparecchio fisso. Ho iniziato il mio primo piccolo business per racimolare qualche soldo da spendere in merende o per andare a mangiare una pizza. In seconda media, ho iniziato vendendo petardi, come i miniciccioli, che compravo in un negozio al centro di Muggiò, il paese dove sono nato, e li rivendevo ai miei compagni di classe e ad altri ragazzi del paese con un piccolo sovrapprezzo.

Perché funzionava?

Nessuno della mia età andava a comprare petardi da solo senza il consenso dei genitori. In realtà, io non ho mai fatto esplodere un petardo per paura di farmi male o di essere scoperto dai miei genitori, che, tra l’altro, non sanno nulla di queste storie ancora oggi.

A scuola non ero uno studente modello: non mi piaceva studiare e trovavo inutile imparare cose solo per dimenticarle subito dopo un’interrogazione o un compito. Sono uscito dalle medie forse con un 7/10 e mi sono iscritto alle superiori per studiare Informatica.

Il ragazzo un po’ impacciato con i capelli disordinati, occhiali da vista e qualche brufolo, ha studiato informatica per due anni nei primi due anni di superiori, imparando le basi di vari linguaggi di programmazione. Tuttavia, alla fine del secondo anno, ho rischiato la bocciatura e ho deciso di cambiare indirizzo, passando a elettrotecnica ed elettronica.

Ma cosa è successo in questi due anni di superiori?